MANTRA differenze fra tipologie di mantra ed esempi

Nell’ultima newsletter abbiamo iniziato una riflessione sul senso dei MANTRA. In particolare ci siamo soffermati sul bīja-mantra OM e sui suoi tanti significati. OM non è l’unico bīja-mantra cioè mantra-seme, la caratteristica dei bīja-mantra è di essere formati da una sola sillaba che contiene sempre il suono nasale (M) e di far risuonare particolari vibrazioni, quando pronunciati. Vedremo per esempio, durante la pratica, che ogni cakra ha un suono che costituisce un bīja-mantra.

In particolare per la corrente yogica del tantrismo (dalla quale deriva la nostra pratica Yoga) il bīja-mantra diventa uno dei principali mezzi di liberazione. Bīja mantra perché è inteso come un seme dal quale possono nascere le siddhi, i poteri. Ed è proprio il tantrismo a valorizzare il potere yogico dei mantra come veicolo di concentrazione.

Vorremmo sottolineare questo senso all’interno della nostra pratica. Ciò che ci sembra importante dell’uso dei mantra è proprio l’effetto dato dalla ripetizione di un verso, una frase, una sillaba o più, che ha lo scopo di fermare la mente e avvicinarla alla dimensione della concentrazione su unico punto (dhāraṇā), essenziale premessa alla meditazione (dhyāna). 

Hanno caratteristiche diverse e sono definiti devozionali i mantra che si rivolgono a una particolare divinità per lodarla ma anche per sollecitarne l’intervento. L’affermarsi dell’induismo con una nuova sensibilità religiosa non ha smentito questo uso del mantra con il fine di sollecitare il benefico intervento della divinità. La ripetizione (japa) di una parola sacra (divenuta mantra) è ritenuta ancora più potente: le sillabe sacre del mantra sono considerate come una delle forme in cui può manifestarsi la potenza divina quindi la divinità stessa. Questa idea è collegata anche con l’origine dei primi mantra: nell’antica letteratura sacra vedica, mantra designa l’inno vedico stesso, le formule liturgiche che, pronunciate in un dato modo e in un determinato contesto rituale, avevano il potere di rinvigorire, sollecitare, invocare la divinità alla quale si rivolgevano. Questo aspetto si è radicalizzato nel corso dei secoli e il mantra è stato sempre più considerato alla stregua di una formula magica da usare per ottenere i più svariati effetti.

Nelle ultime lezioni abbiamo cantato più spesso Tryambakaṃ cioè il Mahā Mṛtyuṁjaya Mantra, noto anche come Rudra Mantra. Rudra e Tryambakaṃ sono entrambi nomi di Śiva, Rudra vuol dire il fiammeggiante e fa riferimento all’aspetto più temibile e terribile di Śiva, quello distruttore; Tryambakaṃ significa colui che ha il terzo occhio. È un mantra della tradizione vedica considerato molto molto potente, recitato per combattere la paura della morte che è ritenuta la causa di tutte le turbolenze (vṛtti) e le afflizioni (kleśa) della mente. Anche il suo nome lo dice: Mahā Mṛtyuṁ jaya: in sanscrito mahā significa grande, mṛtyuṁ significa morte e jaya significa vittoria. Quindi Mahā Mṛtyuṁ jaya mantra significa mantra della grande vittoria sulla morte.

Ecco come lo cantiamo in sanscrito (traslitterato in italiano):

Tryambakaṃ yajāmahe

sugandhiṃ puṣṭi-vardhanam

urvārukam iva bandhanān

mṛtyor mukṣīya māmṛtāt.

E questo è il significato:

Adoriamo Colui che ha tre occhi (Śiva) che è fragrante di Essenza Divina, e che sostiene e nutre tutte le creature viventi. Possa Egli liberarci dal ciclo di morte e rinascita, e guidarci verso l’emancipazione, così come un contadino stacca dalla pianta un cocomero maturo.

Abbiamo cantato diverse volte anche Pūrṇamadaḥ mantra:

Oṃ pūrṇamadaḥ

pūrṇamidaṁ

pūrṇāt pūrṇamudacyate

pūrṇasya pūrṇamādāya

pūrṇamevāvaśiṣyate.

Viene tradotto in modi diversi, la traduzione che ci piace di più è:

Om

Quello è puro,

questo è puro,

se dal puro togli il puro rimane il puro

se aggiungi del puro al puro

resta il puro.

Pūrṇa viene tradotto anche con la parola Assoluto oppure sacro, oppure perfetto.

Il significato dato dal nostro Glossario è in effetti nell’area semantica della pienezza e della compiutezza, dell’Assoluto. A differenza di Tryambakaṃ è un mantra che non esprime devozione verso una divinità in particolare.

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