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Yoga per adulti

Yoga inspirato agli insegnamenti di Nil Hahoutoff

Questo metodo ha preso il nome del suo autore Nil Hahoutoff ed  è quello con la quale Yogasegrate ha dato inizio ai suoi corsi, un metodo classico tradizionale molto  adattabile si presta quindi a tutte le persone e ogni età.

Struttura della lezione:

Inizia con un momento di interiorizzazione, seguito da una preparazione respiratoria e articolare (principalmente la colonna vertebrale). Si prosegue con una sequenza dinamica come “surya namaskara” saluto al sole (o altra) per poi affrontare una sequenza di asana (posture) che impegnano il corpo e la colonna in tutte le sue direzioni. L’allievo viene invitato ad affrontare la posizione secondo le sue abilità psicofisiche, lo scopo è di arrivare a mantenere una posizione (anche impegnativa) per un periodo sufficiente che consente di entrare nella posizione per poi rilassare lo sforzo: respirando in maniera tranquilla e piena raggiungere così il massimo dei benefici ed effetti fisici, energetici e mentali. L’insegnamento è molto vario, è ciclico riprendendo le posizioni per affrontarle da vari punti di vista, con l’interesse di esplorare tutto il “vocabolario” dello Yoga, che è fatto da migliaia di posizioni, pur rispettando lo stato psico-fisico del praticante.

Chi era Nil Hahoutoff? Testo Tratto dal n° 11 della rivista “Yoga +” del giugno/luglio 2008 – intervista a Philippe de Fallois discepolo di Nil Hahoutoff.

“lo yoga è per tutti, ma non tutti sono fatti per lo yoga” (Nil Hahoutoff).

E dunque ci sono persone molto interessate al proprio sviluppo e altre che non lo sono. Lo yoga è una lingua, un dizionario. E’ il sapere dell’anima. Le persone dovrebbero aprirsi allo yoga e porsi in maniera ricettiva. La maggior parte delle persone, però, non è né aperta né ricettiva. Hahoutoff nacque nel 1900 a Tiflis (Tbilisi, in Georgia). Abbandonò nel ’17 la Russia comunista approdando, come molti conterranei in quel tempo, a Parigi. Qui conobbe un maestro indiano che gli dette lezioni di yoga. Praticavano giorno e notte, senza pause. Quell’incontro portò Hahoutoff a una profonda maturazione, rendendolo capace di insegnare in un modo magico.

Era un uomo straordinario, si impegnava nei più disparati settori: fisico, sportivo, culturale, morale, spirituale. Si è dedicato al balletto, nel quale ha fatto carriera ed è stato trapezista in un circo. La guerra interruppe questo lavoro. Hahoutoff partecipò alla resistenza, soprattutto nell’attività di sabotaggio. Dopo la guerra si impegnò, nel sud della Francia, in un progetto di rieducazione psicologica per bambini con squilibri sociali. Negli anni cinquanta tornò a Parigi, dove insegnò yoga fino al giorno della sua morte, nel 1982. Collaborò alla creazione della Fèdération Nationale Française de Yoga. Non ha mai avuto una scuola tutta sua, ma ha sempre insegnato presso altre strutture. Il suo principio era “se vuoi imparare, vieni; se vuoi continuare ad imparare, ritorna”. Era un sostenitore del concetto che la società può cambiare se cambia l’individuo: la politica è solo una maschera del potere, dell’ego e dell’indifferenza. Anche nello yoga è importante il tema dell’ego. L’insegnante non dovrebbe dare spazio al proprio ego, deve mettersi al servizio dell’allievo e dargli tutti i mezzi che lo yoga offre per essere felice. Non deve imporsi su di lui. Oggi quasi tutti insegnano cosa e come vogliono, ma lo yoga ha lo scopo di permettere a ciascuno di trovare il proprio posto nella vita. Purtroppo nel nostro tempo non c’è spazio per il tradizionale tipo di vita dell’ashram, ma Hahoutoff creava e comunicava lo stesso stile di vita: con lui bisognava affidarsi completamente all’insegnante, seguirne le direttive e permettere che le trasformazioni accadessero. Nil Hahoutoff era il karyana mitra (l’amico che aiuta): paziente, disponibile, attento, pieno di umorismo. Rappresentava lo yoga in persona, non si limitava a parlarne ma lo viveva offrendo il suo esempio; colpivano i suoi modi, la sua profonda comprensione delle cose. Una lezione di Nil Hahoutoff durava due ore: un’ora di esercizi preparatori, per la colonna vertebrale, i polmoni e il rilassamento; la seconda di esercizi per il risveglio delle energie e la stabilità. C’erano sequenze come surya namaskar e asana molto potenti. A volte si eseguiva pranayama, altre volte si recitavano mantra. Le lezioni erano molto metodiche e si basavano su yama, niyama e pranayama. La sua dottrina, che si tramanda da maestro a discepolo, si lega alla tradizione dello jnana yoga, lo yoga della conoscenza: la mente diventa lo strumento per la comprensione di sé stessa.

Insegnanti:

Anna Scala
Anna Scala
Mindfulness
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